|
|
|
|
domenica, 11 gennaio 2009
I sogni ad occhi aperti sono le speranze-progetto che tutti noi, necessariamente, abbiamo dentro e su cui costruiamo la nostra vita, cioè il nostro futuro di cui siamo gli artefici, poiché un uomo è niente senza futuro.
La storia è ricca di uomini, che hanno fatto sogni più o meno eccezionali, e che sono stati molto spesso ridicolizzati, contrastati, avversati, qualcuno ucciso,ma, sempre, i loro sogni sono diventati realtà, anche se , a volte, altri hanno dovuto afferrare il testimone per giungere alla meta.
Anch’io, pur nella mia limitatezza di persona qualunque, ho sognato un sogno meraviglioso per un intero popolo: la formazione della Regione Cilento, condizione indispensabile per un maggiore sviluppo socio-economico del territorio cilentano con tutte le sue peculiarità.
Molti hanno riso della proposta ritenendola, a priori, utopica; altri hanno affermato che l’iter per modificare la Costituzione sarebbe lungo e costoso; parecchi, infine, ritengono che essa potrebbe rappresentare l’occasione per ricercare una comune strada percorribile.
Nel frattempo, tutto rimane come sempre (si legga il mensile “Cilento” di gennaio 2009).
Del resto, non c’è una via facile dalla terra alle stelle, come affermava Seneca.
Il fanatismo del pensiero non porta da nessuna parte, mentre, invece …
Fino all’altro ieri, chi mai avrebbe potuto soltanto ipotizzare che gli USA avrebbero eletto presidente un uomo non bianco?
Sono certa, però, che ciò era già nei sogni di Martin L. King … tanto tempo fa …
Aspetto i preziosi commenti ed i consigli di chi leggerà … per portare avanti con rinnovato e potenziato coraggio, scegliendo la giusta strada, il progetto “Cilento Regione” (si legga il mensile “Cilento” di luglio 2008).
sabato, 04 ottobre 2008
Per i miei amici del blog
Cilentia ed il suo sposo ebbero due figli, Alburno e Cervati, entrambi bellissimi: biondo con gli occhi azzurri il primo,bruno con gli occhi neri il secondo.
Crescendo, il loro aspetto,bello e maestoso, attirava gli sguardi di tutte le ragazze dell’isola.
Ma loro, per il momento, alle avventure amorose preferivano le emozioni di una vita avventurosa per mare.
Tornavano sempre dai loro genitori, dopo i lunghi viaggi che li portavano a frequentare popoli con usi e costumi diversi dai loro.
Visitarono tutte le terre allora conosciute, ed acquisirono una visione allargata della vita.
Ma gli anni passavano.
Il primo ad innamorarsi fu Alburno: dall’ultimo viaggio tornò all’isola incantata con una bellissima ragazza, la Marta, della quale si era perdutamente innamorato.
Volle sposarla subito,con una cerimonia semplice e gioiosa,in mezzo ad un prato di fiori campestri coloratissimi.
Si stabilirono, Alburno e la Marta, a nord dell’isola, in uno spazio verde molto vasto, dove costruirono la loro casa.
Lì nacquero e crebbero i loro figli, bellissimi come i genitori: Pizzuto, Caramito, Spina, Cerasulo, Rotondo, Cocuzzo, Motola, Forcella, Iuncolo …
Anche Cervati era tornato dall’ultimo suo viaggio in terre lontane con una ragazza stupenda, Faiatella.
I genitori di lei avevano osteggiato il matrimonio tra i due poiché non accettavano l’idea che la figlia andasse a vivere così lontano da loro.
Alla fine, però, si erano dovuti arrendere all’evidenza dell’immenso amore reciproco, che legava Cervati e Faiatella.
Si sposarono in riva al mare, in un tripudio di sole e colori della natura.
Si impressero, i due sposi, nel cuore e nella mente quella giornata e tutto ciò che aveva contribuito a renderla indimenticabile, prima di partire verso la loro casa di sposi.
Si stabilirono quasi al centro dell’isola, in mezzo agli alberi sempreverdi di un bosco rallegrato dalle voci della natura, e ricco di bacche, frutti, fiori.
Un fresco torrente lo attraversava e si perdeva, poi, nella vicina foresta.
Ebbero molti figli: Soprano, Scanno, Stella, Bulgheria, Centaurino, Antilia, Chianello, Sacro, Monaco ed altri ancora.
La vita delle due famiglie scorreva nella normalità: lavoro, educazione dei figli, studio, viaggi, visite ai nonni.
Diventati adulti, ciascun giovane prese la propria strada e formò la propria famiglia.
Ma all’improvviso, tutto ciò che per loro aveva rappresentato certezza di vita crollò con la morte di Cilentia e l’impazzimento del suo sposo, che voleva inabissare l’isola.
E poiché sarebbe stato affettivamente inaccettabile dover andare a vivere altrove, i due fratelli decisero che sarebbero rimasti per sempre sulla loro terra.
Messi in salvo i nipoti sulla terraferma, infatti, Alburno e Cervati, assieme alle loro mogli ed ai figli, ottennero dal padre di essere pietrificati nei luoghi dove avevano vissuto, amato, sofferto, gioito: mai più avrebbero lasciato l’isola incantata, anzi per sempre avrebbero fatto parte intimamente di essa e del suo destino.
Come sappiamo, Cilentia, fortunatamente, riuscì a salvare l’isola dall’inabissamento ancorandola alla costa più vicina,ed ancora oggi Alburno, Cervati, le loro mogli ed i loro figli svettano verso il sole maestosi e fieri, custodi gelosi della loro terra.
Per sempre!
Mentre la loro discendenza si perpetua nei Dianini e nei Cilentani, e si diffonde per il mondo.

sabato, 12 luglio 2008
Relativamente al progetto "Regione Cilento", pubblicato sul mensile Cilento nel numero di Luglio, ci sono degli aspetti da evidenziare ulteriormente, la cui soluzione richiede tanta buona volontà da parte di ciascuno:
- massima esponenzialità della "Questione Cilento" con la delocalizzazione dei problemi del territorio;
- unitarietà di progetti di respiro europeo per la formazione improrogabile della Regione Cilento, senza aspettare ancora la manna dal cielo;
- collaborazione ed impegno di tutti, soprattutto di chi, sfiduciato, deve riaquistare speranza per il futuro dei propri figli.
Il nostro motto sarà “Nulla da perdere, il Cilento da guadagnare!”, in nome della cilentanità, che è la nostra identità granitica, l'appartenenza ad una realtà solida per valori e vissuti comuni.
sabato, 26 aprile 2008
Dopo i silenziosi giorni della riflessione da parte di chi ha letto le pagine di questo blog, l’appello lanciato deve, adesso, concretizzarsi nella adesione consapevole, sentita e compatta di tutti coloro che vogliono davvero il bene del Cilento.
È il momento degli incontri, delle discussioni, delle proposte e di quanto altro possa rivelarsi utile per intraprendere, poi, il cammino e giungere alla meta prefissata, servendosi, inizialmente, di questo blog per dare e ricevere informazioni ed indicazioni relative al progetto.
È tempo di aggregarsi e di far nascere il Movimento Cilento Regione.
Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici, come affermava Tolstoi; per noi Cilentani una Regione tutta nostra rappresenterebbe davvero una conseguenza fantastica.
Un’avventura meravigliosa aspetta il Cilento, se solo lo vogliamo; viviamola insieme,ci spetta! ...
giovedì, 03 aprile 2008
Il progetto nasce dalla necessità di lanciare una proposta forte, definitiva e fattibile, ed appartiene ad un popolo intelligente, laborioso, paziente, proiettato verso il futuro nel rispetto dei tempi e dell'ambiente; appartiene ai Cilentani, appunto, che pur non avendo, nella quasi totalità, allattato al seno della politica, hanno, però, pranzato e pranzano al desco della quotidianità, vivendo con semplicità e pensando con grandezza.
Ma cos'è una Regione? La definizione geografica è nota a tutti. Il Cilento, però, è molto di più.....
Regione mai nata sebbene, microcosmo prezioso, da sempre sia tale per le caratteristiche del territorio, dei suoi abitanti, della loro storia, dei valori e delle tradizioni comuni, della cultura patrimonio individuale e di tutti. Esse costituiscono un aggregante indissolubile e la pedana di lancio per raggiungere le giuste mete.
Qui tutto è bello, e cantarne le lodi è, forse , superfluo, ma indubbiamente appagante come un respiro liberatorio per chi ha trattenuto, a lungo, il fiato.
Questa, dove l’asprezza della vita quotidiana e secoli di emigrazione hanno fortificato il carattere del suo popolo, è terra fortunata poiché, appartata non arretrata, ha saputo custodire gelosamente il suo patrimonio di storia, di cultura, di arte, di bellezze ambientali incomparabili, che costituiscono il tessuto stesso del suo territorio, museo vivente, in un rapporto armonioso e complice tra uomo e natura che si origina dal tempo dei tempi in un quotidiano rinnovarsi fatto di attaccamento e di amore verso la propria terra.
Ciò resterà solo un’utopia, un sogno, o ci adopereremo affinché, mediante la formazione della Regione Cilento, si persegua la promozione, non più procrastinabile, di questo territorio in modo progettualmente incisivo e capillare per una ricaduta veramente positiva sulla collettività?
-La chiede il suo immenso patrimonio culturale, ambientale, umano;
-La impone lo spopolamento continuo, soprattutto di giovani che non intravedono speranze per il futuro;
-La pretende la plurisecolare emarginazione di queste terre;
-La auspica la certezza che sia l’unica soluzione utile per il popolo ed il territorio.
Perciò parliamone, cari Sindaci, voi che siete rappresentanti e garanti di ogni singola comunità cilentana; incontriamoci per tracciare la strada, soprattutto politica, da percorrere, certamente difficile ed irta di ostacoli, ma l’unica percorribile; facciamo squadra affinché il Cilento non muoia ma possa, finalmente, fornire principalmente ai giovani quelle garanzie per il futuro fatte non di briciole e di promesse, ma di certezze nate dall’essere artefici della propria vita nella propria terra, assieme per il bene comune.
Abbiamo il coraggio di osare poiché coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte!
Ricordiamoci che ogni viaggio, anche di mille miglia, comincia sempre con un solo passo!
E finalmente il Cilento avrà la collocazione che gli spetta all’interno della patria Italia.
lunedì, 31 marzo 2008
Facciamo nascere il movimento "Cilento Regione", e se è vero, come io credo, che le idee hanno suoni come i metalli, allora ascolterete il suono potente che può generare l'idea di un Cilento Regione in un momento così particolare per ogni singolo cittadino, nonostante il fastidioso rumore che ciò potrà provocare alle orecchie di qualcuno, politicante o pseudo-intellettuale spaventato dal nuovo.
Ma, come affermava Schiller, è risaputo che contro la stupidità gli dei stessi lottano invano.
E' pur vero che la Costituzione Italiana, rigida ma rivisitabile, prevedeva la possibilità di chiedere la formazione di nuove Regioni fino al 31/12/1963. Però, in quegli anni, e già da molto tempo prima , e ancora nei decenni successivi, i Cilentani erano stati, erano e sarebbero stati impegnati a sopravvivere al prezzo di una massiccia emigrazione all'estero e nel già ricco Nord dell'Italia pur di mettere assieme pane e companatico per sè e le loro famiglie. Sarebbe stato troppo difficile, anzi impossibile, pensare ad altro all'infuori che guadagnarsi da vivere.
Adesso, però , che la situazione ed il ricambio generazionale mordono il freno, saremo penalizzati per sempre dal passato?
Il passato...... ma qual è il passato del Cilento?
Tanto tempo fa un dio bellissimo, forse il più bello fra tutti quelli che abitavano l'Olimpo, si innamorò di una stupenda fanciulla, Cilentia. La sua grazia e la sua bellezza erano davvero incommensurabili. Per lei volle creare un posto incantato dove poter vivere felici per sempre. Fece sorgere dal mare un'isola che racchiudeva in sè alte cime innevate, fiumi e torrenti dalle limpide e fresche acque gorgoglianti, dolci colline digradanti verso brevi pianure ricoperte di fertile terreno; alberi dappertutto con verde e fiori a profusione. Tutt'intorno, spiagge di sabbia finissima si tuffavano nelle acque del dio Oceano, ed un'eterna primavera dava impulso e vigore ad ogni essere vivente.
Cilentia ed il suo sposo vivevano immersi nella più completa felicità. Ma un giorno bruttissimo l'incanto si ruppe: Cilentia morì. Il dio, disperato, annientato dal dolore, la pianse fino a consumare tutte le sue lacrime sperando che esse, bagnandola, le trasmettessero tutta la forza del suo amore e la riportassero in vita. Ma Cilentia, ormai, faceva parte dello spazio e del tempo dell'eternità. Allora egli, come impazzito, squassò l'isola scatenando tempeste di inaudita violenza, terremoti, venti vorticosi, correnti marine che la sballottavano come un fuscello: morto il suo amore, doveva morire anche l'isola incantata.
Ma Cilentia apparve al suo sposo e lo scongiurò di desistere dal suo proposito di distruzione.
Quando già l'isola stava per essere inghiottita dall'oceano i due sposi riuscirono ad ancorarla alla costa più vicina, incastonandola in essa come un diamante nella sua cornice. Non era più un'isola, ma era ugualmente un luogo bellissimo, il Cilento appunto, il posto, cioè, dove Cilentia aveva vissuto il suo amore. Poi, stremati, i due amanti si fusero in un abbraccio immortale e scomparvero nell'infinito.. ....
Dicono che il loro spirito protettivo, da allora, aleggi tra i fitti alberi dei boschi e delle foreste, sulle cime dei monti, tra le acque gorgoglianti dei fiumi e dei torrenti, sulle onde del mare, che si frangono dolcemente a riva, mentre un sommesso bisbiglìo si diffonde nell'aria: Cilentia ed il suo sposo si sussurrano parole d'amore per l'eternità.

|
|
|